Viaggio olfattivo nell’Australia aborigena
Nel viaggio olfattivo nell’Australia aborigena, ho scoperto 5 nuovi materiali nativi ma mai avrei immaginato di imbattermi in una tribù di ex cannibali.
Dopo aver scoperto il Bush in un viaggio olfattivo nell’Australia aborigena, i quartieri degli artisti, spesso aborigeni, i famosi Murales di Bondi Beach e di New Town, abbiamo visitato una sperduta isola, un puntino sulla carta geografica a est dell’Australia dove il tempo si è fermato e dove sono sopravvissute antiche usanze, ecco che il viaggio olfattivo nell’Australia aborigena diventa una scoperta di un altro mondo ancora.
Non posso rivelarne il nome perché ho portato a casa un materiale pregiato e famoso dell’isola che in alcuni paesi è considerato vietato se ingerito, ma lo userò per l’estrazione a freddo del suo profumo.
Un materiale olfattivo inaspettato
Così quello che doveva essere solo un viaggio olfattivo nell’Australia aborigena è diventata una scoperta di usi e costumi legati a un materiale particolare, una radice profumata dalla quale si ricava una droga calmante.
Nell’isola non esiste uso di alcool e di caffè e i bar all’aperto (tre vecchie tavole di legno con sopra delle ciotole) di sera dispensano questo infuso di radici che la una funzione rilassante o allucinogeno a seconda delle dosi.
Arriviamo su un sentiero battuto, fotografando piante sconosciute e spostiamo una frasca messa in mezzo al sentiero. Quella frasca in realtà era un segnale primitivo di Proprietà Privata e veniamo raggiunti dalle urla del capo tribù che evidentemente ci sgrida per la nostra presenza, alla fine si fa amicizia.
Poiché tra di noi parlavamo in dialetto veneto, ci viene posta una domanda alla quale abbiamo risposto in maniera salvifica: “Siete spagnoli?” “no, siamo italiani”.
Qua apprendiamo che i primi due barconi di migranti economici, i conquistatori spagnoli, furono mangiati in solo 60 giorni.
La loro spiegazione è che “le carni dell’uomo bianco sono molto dolci”
Poi l’isola fu conquistata da francesi e inglesi armati fino ai denti e successivamente toccò ai missionari la sorte di essere mangiati.
Alla fine, scoperto che i missionari erano di aiuto, l’abitudine del cannibalismo cessò.
La realtà odierna a due passi dall’Australia
In realtà loro mangiavano il nemico e in momenti di pace si cibano di banane, noci di cocco, aragoste, pesci, una specie di maiale selvatico e delle strane galline.
Abbiamo potuto mangiare con loro.
La cucina è un buco in terra con delle braci, furono messi dei pezzi di pollo con un purea di banane e cocco.
La cottura avviene a fuoco lento per ore coprendo il tutto con grandi foglie di banano.
Aperte le foglie il cibo viene reidratato con latte di cocco e mangiato messi a cerchio attorno al fuoco.
Le donne con le mestruazioni non possono toccare il cibo per una settimana.
Durante tale periodo tocca al marito preparare da mangiare e non possono lavare i panni dei numerosi zii, spesso acquisiti con diverse modalità di noi.
Curiosità: il capo tribù possiede un retino da pesca unico perchè è un grande ragno che ne tiene ravvivata la robustissima tela.
Il viaggio olfattivo nell’Australia aborigena continua sulla terra ferma con 5 materiali originali.
Resoconto fotografico su https://www.instagram.com/taf_fragranzeartigianali/









